Sguardi di Confine

Brexit e Erasmus. Per due giornalisti che, durante il periodo universitario hanno partecipato al programma di studio all’estero (in due differenti nazioni e due anni diversi), l’equazione è stata immediata. L’Erasmus, infatti, è una delle offerte più coinvolgenti e multiculturali che l’Europa unita possa offrire, aiutando le nuove generazioni a sviluppare un vero e proprio sentimento di cittadinanza europea.

Ma dal referendum del 23 giugno, è prevalso il leave, con il suo 51,9 %. Così, ci siamo chiesti, cosa ne pensano i nostri compagni di banco europei della Brexit? Come vedono la possibile uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea? Abbiamo posto loro due semplici domande:

  1. Cosa significa Europa per uno studente Erasmus? Perché dare confidenza a un progetto di un’Europa unita senza barriere?
  2. Cosa pensi della Brexit? Pensi che abbia aperto il vaso di pandora e che sia il primo passo verso l’autodistruzione dell’Europa?

A voi le loro risposte.

Inchiesta a cura di Valentina Colombo e Antonello Ciccarello

Brexit
Samir, Norvegia – Erasmus a Madrid (2014)

  1. Penso che l’integrazione europea e anche l’integrazione alla società del paese dove si trascorre l’Erasmus sia importante per lo studente. È quello che significa Europa per uno studente Erasmus secondo me. Mi sembra molto radicale che l’Inghilterra voglia uscire dall’Unione Europea. Hanno deciso male, per le conseguenze delle persone con nazionalità europea che vivono a Inghilterra, il mercato libero e anche i molti inglesi che vivono ad altri paesi europei, come la Spagna per esempio. Ma devo dire anche che capisco molto come pensano i poveri in Inghilterra: vedono che gli imprenditori inglesi preferiscono i lavoratori che vogliono lavorare per meno soldi.
  2. Da un punto di vista pessimista uno potrebbe dire che sì, che è l’autodistruzione dell’Europa. La collaborazione e l’unità tra i paesi europei è una cosa fondamentale per l’Unione, ma ci saranno più paesi che vogliono uscire, quindi finiranno tanto la collaborazione quanto l’unità.

BrexitBruno, Paesi Bassi – Erasmus a Oslo (2013)

  1. Prima di tutto devo dire che non conosco esattamente le diverse funzioni dell’Unione Europea (so che c’è l’Euro, il trattato di Shenghen che abbatte le frontiere tra stati, il mercato libero ecc.). Sono sempre stato pro Europa. In Europa ci sono molte nazioni che hanno grandi differenze nella lingua, cultura, abitudini, ma grazie alla mia grande esperienza con altre persone europee, ho visto che esiste uno spirito europeo comune. Queste esperienze sono state grandiose, compreso il mio periodo da studente Erasmus in Norvegia. Ho notato che esiste una cultura comune, che le barriere linguistiche sono facili da superare (soprattutto insegnare agli altri ed imparare parole divertenti in altre lingue) e che abbiamo più cose in comune che differenze. Di recente, prima della Brexit, ho pensato tante volte al futuro dell’Europa e ogni volta ne ho capito il valore, anche se molte volte ho pensato che l’intera Unione dovrebbe essere organizzata in modo diverso.
  2. Onestamente la Brexit mi ha sorpreso. Ho sentito molte persone parlare male della decisione della Gran Bretagna. Hanno detto che non porterà benefici per l’economia inglese e forse hanno aperto il vaso di Pandora. Non sempre condivido le loro preoccupazioni in quanto ritengo di non essere molto informato in merito. Comunque la mia preoccupazione principale e che è che mi rendo conto che molte persone in Europa sono contro l’Unione di paesi in base a com’è in questo momento l’UE. Forse hanno paura e pensano di perdere la loro influenza nella politica internazionale e nelle questioni geopolitiche (o in questo caso di euro-politica).  In ogni caso penso che sia davvero necessario l’unione dei piccoli paesi in Europa. Potremmo avere un diverso background, ma a livello politico ed economico ciascuno di questi piccoli paesi, non importa quanto sia ricco o la differenza di cultura e abitudini, è molto debole rispetto alla grande nazione come gli Stati Uniti, la Cina o la Russia. Questo mi spaventa un po’ e per questo ritengo utile un’unione di paesi in Europa. Se parliamo dei Paesi Bassi, so che c’è molto scetticismo e ho anche seriamente sentito parlare di “Nexit”. Qualche mese fa un gruppo di persone ha usato un referendum per mostrare il loro scetticismo sulla democrazia di oggi e sull’Unione Europea. Il referendum era contro l’associazione di mercato con l’Ucraina con l’Unione Europea, con la possibilità che questa possa un giorno divenire stato membro, dell’UE, anche se nel contratto non era stato menzionato nulla sul possibile inserimento nell’UE. La maggior parte dei voti sono stati a favore dell’eliminazione dell’accordo. Io credo che la gente abbia fatto un voto di protesta perché erano contro l’Europa o soltanto perché volevano essere ascoltati. Secondo me il referendum è stato un grande errore e spero che la gente non perda la fiducia nell’Unione Europea e nella politica in generale.

BrexitKarianne, Bruxelles – Eramus a Parigi (2010)

  1. Per me l’Unione Europea è una comunità che offre diversi vantaggi per i membri. A mio avviso, l’Europa non conosce più frontiete. Tutti gli europei possono viaggiare liberamente tra i paesi dell’Europa. Io lavoro come contabile, quindi penso che sia importante avere delle regole tra i paesi europei. Per esempio, la TVA: per il momento, tra i paesi dell’Unione Europea, non si paga e non bisogna riempire documenti per l’esportazione o l’importazione. Si tratta di un regolamento specifico creato per i paesi europei che facilita il commercio tra i paesi.
  2. Non penso che la Brexit doni dei vantaggi alla Gran Bretagna. Trovo che sia un peccato che i giovani abbiano votato contro e gli anziani a favore. I giovani sono il futuro della Gran Bretagna e non li si ascolta… Spero che l’Europa resti stabile dopo la Brexit. Non penso che gli altri paesi seguano l’esempio della Gran Bretagna. Penso che la Gran Bretagna mostri agli altri membri che sia meglio restare nell’Unione. In Belgio non c’è neppure una discussione per restare o uscire. Per noi è chiaro: ci sono maggiori vantaggi restando in nell’UE. Per di più, il cuore dell’Unione si trova a Bruxelles.

BrexitHannah, Inghilterra – Erasmus a Parma (2014)

  1. L’Erasmus dà opportunità enormi ai giovani, ma forse è sottovalutato nel Regno Unito, dove pochi studenti vanno all’estero per un periodo di studi. Essere studente Erasmus per me significa sentirsi una parte di un progetto maggiore di sé, capire un po’ quanto importanti sono le buone relazioni tra i Paese dell’UE. I miei amici che non hanno studiato all’estero capiscono che il freedom of movement è utile per le vacanze, ma io ho visto come un’anno Erasmus può portare a un’internship o un lavoro all’estero, in effetti come può cambiare la vita. Essendo membro dell’UE, è più facile approfittare di tali opportunità.
  2. Ho votato Remain, come il 75% dei giovani del Regno Unito e come la maggior parte della Scozia. Dunque, ho paura oggi che il Paese diventi ancora più diviso: già c’è una crescita di razzismo seguendo il referendum e la fiducia dei giovani nella generazione dei miei genitori sta abbassando. Sinceramente, non credo che uscire dell’UE debba per forza essere una cattiva idea. Comunque uscire così, sotto un governo sempre più di destra, in un ambiente di crescendo di povertà grazie all’austerità, porterà problemi enormi in questo momento e nell’avvenire. E così incoraggerà i partiti di estrema destra di altri Paesi – equivalenti al Ukip – di usare l’uscita dell’UE a dividere la società ancora di più.

BrexitVasilis, Grecia – Erasmus a Parigi (2010)

  1. L’Europa unita è il mezzo per uno studente Erasmus di conoscere la via multinazionale e di ottenere tutti i vantaggi offerti dal programma Erasmus. Senza Europa Unita, la fiducia per la vita di uno studente all’estero diminuirà e gli studenti avranno paura dei pericoli e delle difficoltà che si creeranno. Non è facile andare a studiare in un altro paese, senza fiducia, senza sicurezza, senza soldi, senza aiuti, senza rispetto e senza aiuti medici. Il programma Erasmus offre delle possibilità!
  2. L’eliminazione della Gran Bretagna dall’UE sarà certamente una prima tappa per l’esclusione di altri paesi e per lo sforzo di autosufficienza. Le possibilità dei cittadini europei diminuiranno, l’immigrazione e l’educazione si complicheranno e il sogno di vivere all’estero sarà distrutto. Le discussioni che ci sono state ogni anno, per la sospensione del programma Erasmus nei paesi come la Grecia, fanno sentire come essere messi in trappola. Immaginate il panico che potrebbe prevalere se il programma Eramus non esisterà più, l’UE non esisterà più e se l’immigrazione verso i paesi vicini, per un avvenire migliore, non esisterà.

BrexitMaria, Spagna – Erasmus a Oslo, (2013)

  1. Sono stata una studente Erasmus a Oslo, in Norvegia, 2 anni fa. La Norvegia non fa parte dell’Unione Europea, comunque lì si può vivere e studiare come Erasmus. Per esempio, si può volare in Norvegia soltanto con la carta d’identità, senza bisogno di avere il passaporto. In aggiunta, in caso di malattia, si può andare dal dottore con la tessera sanitaria, senza aver bisogno di un numero di previdenza sociale o qualche tipo di VISA per studiare lì. In effetti è molto facile vivere questa esperienza all’estero.
  2. Secondo il mio punto di vista è veramente importante sentire questo tipo di sicurezza quando si vive in un altro paese, specialmente se questo è l’Europa. Per questa ragione io penso che l’UE dovrebbe essere un gruppo forte e unito di paesi dove le persone possono muoversi senza alcun tipo di barriere. Intendo dire che, se si vuol viaggiare dalla Spagna a Oslo (come ho fatto io), si dovrebbe essere trattati come cittadini europei e non come stranieri. Non sono sicura di questo. Non ho letto molto sulla Brexit per poter avere una forte opinione in merito. Spero che il popolo della Gran Bretagna si voglia separare solo per questioni economiche. Comunque penso che questo sia un tema importante quanto delicato e il referendum non è abbastanza per risolverlo.

Vici, Germania – Eramus a Parigi (2010)

  1. L’Europa significa, per me, viaggiare liberamente nei e attorno a tutti i paesi, conoscere facilmente le persone degli altri paesi e fare conoscenza di altri sistemi di educazione. Per esempio, in una università all’estero, in comparazione con la mia. Ed è pratico non dover cambiare moneta durante i viaggio all’estero.
  2. Riguardo alla Brexit, non ho una vera opinione perché non so ancora cosa succederà in futuro. Mi fa sopratutto paura perché mi dà la sensazione che l’Europa non sia più stabile per lavorare insieme.

3 thoughts on “Brexit, ecco cosa ne pensano gli studenti Erasmus

  1. Pingback: Il Ratto di Europa, quando il mito insegna come diventare comunità –

  2. Cio significa che finche le parti non avranno ridiscusso tutti gli accordi in vigore, non sapremo con certezza cosa cambiera per la vita di coloro che lavorano, studiano e vanno in vacanza nel Regno Unito.

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