Sguardi di Confine

« Ti chiesi io, Creatore, dall’argilla

di crearmi uomo, ti chiesi io

dall’oscurità di promuovermi? »
John Milton (il Paradiso perduto)

Se l’anima dell’Europa potesse parlare ai propri creatori e agli uomini che si sono presi il carico di amministrarne la sorte, forse utilizzerebbe le stesse parole che John Milton usò nella sua opera “Il Paradiso perduto” e che, anni dopo, riprese anche Mary Shelley per l’incipit di “Frankenstein”. Guardando alla storia dell’UE, potremmo trovare alcuni parallelismi con la creatura a cui il dottor Frankenstein diede la vita: come Victor, anche l’Unione Europea fu il risultato dell’aspirazione dei padri fondatori di creare qualcosa di grandioso assemblando delle parti e dando loro un proprio “cervello” e un corpo più grande degli altri (stati). Anche se nel corso degli anni si sono susseguite delle leggi che avrebbero dovuto migliorare l’opera ideata da menti come Altiero Spinelli, l’Unione Europea viene oggi considerata da alcuni partiti politici nazionalisti e dagli stessi cittadini come il mostro che bisogna temere e che provoca ribrezzo sia per l’introduzione dell’Euro e la sua sbagliata amministrazione (che ha ridotto paesi come la Grecia sull’orlo del default), sia per lo strapotere di alcuni stati rispetto agli altri che di certo non migliora le cose.

Fino a questo momento la “creatura” ha vissuto osservando gli altri (USA e Russia in primis), senza essere consapevole fino in fondo di se stessa, sia per dal punto di vista dei cittadini, sia per gli stati membri (l’assenza di un esercito dell’Unione è un segno che esiste ancora divisione). Come il mostro di Frankenstein anche l’UE ha vissuto senza aver piena coscienza di tutto quello che le sta intorno, ma con l’emergenza dei migranti siriani dei clandestini che ogni giorno arrivano in Italia e in Grecia e soprattutto degli attacchi terroristici che hanno scosso Spagna, Inghilterra e negli ultimi tempi la Francia, anche l’Europa (i cittadini) sta provando un certo ribrezzo per se stessa.

Europa contro UE: storia di un mostro?

Se la crisi del 2008, non ancora terminata, aveva messo in crisi l’Unione Europea, l’attuale minaccia di alcuni stati di bloccare il trattato di Schengen e tornare alle frontiere, potrebbe portare ad un altro tipo di crisi, oltre che economica anche politica, dove è l’Europa degli stati che vorrebbe quasi mettere la parola fine all’Europa “creatura”, in un gioco dove il cacciatore che diventa preda e viceversa (come nell’opera di Mary Shelley dove il cacciatore all’inizio è la creatura e poi diventa preda dopo che Frankenstein decide di dargli la caccia per ucciderlo una volta per tutte).

La paura è sempre dietro l’angolo in una continua suspense che riempie pieni di interrogativi riguardo il futuro dell’Unione Europea. Quale sarà l’epilogo della storia? Non si sa e forse non si saprà mai, ma se il “mostro Europa” dovesse provare risentimento per il proprio creatore e per la propria misera condizione, il sogno di un’Europa unita, come l’avevano progettato i padri fondatori, rimarrà per sempre nel cassetto.

Foto: © Creative Commons – Flickr: Giampaolo Squarcina.

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