Sguardi di Confine

Claudio Bottan, 57enne veneto trapiantato nelle terre bustocche e collaboratore di Sguardi di Confine, racconta la sua esperienza da detenuto nel libro “Pane e Malavita” in uscita a fine novembre.

Il diario di un sopravvissuto”, così lo definisce lo stesso autore, perché nasce dai diari scritti durante i cinque anni di permanenza in carcere con l’intenzione di raccontare una storia, la sua storia, in chiave ironica, sarcastica e talvolta anche cinica.

L’intento è quello di analizzare e di disincantare l’idea di carcere così com’è attualmente concepito. Un tema controverso quello del rapporto carcere – giustizia: un tema su cui hanno scritto in molti a partire dal ‘700 come i fratelli Verri e Cesare Beccaria, arrivando ad una narrazione decisamente più moderna con serie tv come “Orange is the New Black” e il nuovo documentario targato Netflix, “The 13th”.

“Vorrei far passare il messaggio che si tratta della tanto decantata ‘giustizia riparativa’ di cui si parla molto a vanvera, con nozioni superficiali e senza mai approfondire”: così scrive Claudio sulla pagina web del suo progetto, dove si possono ordinare una o più copie del libro attraverso diverse possibili donazioni.

L’autore, sulla stessa pagina, spiega anche il motivo del titolo del libro: “Pane e Malavita”. Pane perché è l’alimento per eccellenza che, insieme alla malavita, è diventato parte dello slang galeotto, una parlata da condividere per raccontare “il dentro” di quello spazio ai più non conosciuti che con alte mura sembra dividere i buoni dai cattivi.

Un mondo avvolto da misteri, da pregiudizi e giudizi, ma soprattutto disinformazione, spesso dovuta sia a disinteressamento e a paura. Il progetto, quindi, non nasce solo dall’idea di raccontare una storia, ma anche quello di lanciare il messaggio che, chiudendo una parentesi dolorosa, possano aprirsi nuove opportunità di inserimento lavorativo, oltre all’opportunità di conoscenza ed educazione verso un tema troppe volte poco trattato con la giusta accuratezza.

Puoi trovare maggiori informazioni per sostenere Claudio e la sua missione, quella di portare (in librerie, scuole, università) una testimonianza diretta dell’esperienza vissuta in carcere, qui: Pane Malavita.

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