Pro-Ana, quando la rete istiga la malattia

“Qualcuna di voi saprebbe dirmi una bella dieta per perdere 15 kg? E abbastanza velocemente perché sono davvero grassa e ho bisogno di sentire le mie ossa per forza subito. Grazie in anticipo”.

È solo una delle richieste, tantissime richieste, di un qualsiasi portale online Pro-Ana. Ovvero uno dei 300mila siti presenti in rete (almeno solo in Italia) a favore dell’anoressia e della bulimia (in questo caso Pro-Mia). Qui ragazzine e ragazzini, perlopiù adolescenti, si scambiano consigli per come dimagrire, il più in fretta possibile. Per arrivare, in tempi brevissimi, a “sentire le mie ossa”. Chi invece vuole cercare di utilizzare questo stesso mezzo per sensibilizzare i partecipanti a non seguire tali pratiche, viene subito escluso dal gruppo, come ci ha raccontato Anna Rita ricordando i tempi in cui utilizzava questi portali.

E, dalla loro nascita come semplici forum, all’alba del nuovo millennio i Pro-Ana hanno presto trovato nuove forme e declinazioni. A cominciare da un numero non quantificabile di gruppi WhatsApp e qualsivoglia chat segreta. Ma anche tra i portali online – una velocissima ricerca su Google ve ne darà testimonianza – si trovano ancora richieste di disperato aiuto.

Vi consiglio un paio di settimane di dieta vegana. Non sentirete troppo la fame e dimagrirete senza sballare il metabolismo” scrive un utente.

Sto cercando di perdere 15 kg in poco tempo e volevo fare un gruppo Whatsapp per sostenerci, vi va?” aggiunge un altro.

E ancora: “Ciao a tutte, dopo l’ultimo ricovero ho ripreso parecchi chili ne ho ripersi 8 ma vorrei tornare a pesare meno di 45. Sto provando con l’abc e non supero le 500calorie al giorno. Ho bisogno di un supporto”.

Un ultimo esempio: “Io ho solo 14 anni e peso già 52kg. Mi faccio schifo. Mi sento grassa. Voglio arrivare a 30kg per sentirmi un po’ magra perché nessuno sarà troppo magra. Mi sento una balena. Voglio farmi notare voglio far capire che posso superarmi solo un pochino. Spero che mi aiuterete. Non posso vivere se sono grassa”.

A studiare la forza dei portali Pro-Ana è stato, tra i primi, il Dipartimento di Comunicazione della Wayne State University. Ne è emersa un’ossessione per il dimagrimento, insomma, che ha trovato nel web linfa vitale per autoalimentarsi. Dove l’unico alimento di cui si nutrono questi utenti, per l’appunto, sono contatti virtuali di rinforzo a quella che, in quel momento, sembra essere una strada a senso unico.

Una comunità di autolesionismo che, spesso, porta alla morte. Un problema, quello dei disturbi alimentari, che solo in Italia coinvolge 200.000 adolescenti e oltre 3 milioni di persone. Anoressia e bulimia sono infatti la prima causa di morte tra giovani dai 12 ai 25 dove la fascia più colpita è quella delle 13-16enni. Si stimano attorno ai 4mila i nuovi casi di anoressia ogni anno e 6mila quelli di bulimia. Tra questi, il 22 percento sono ragazzi, soprattutto tra i 19 ai 40 anni.

UNA LEGGE PER VIETARE I PRO-ANA: REATO DI ISTIGAZIONE ALL’ANORESSIA E ALLA BULIMIA

In Francia, dall’aprile 2008, i siti Pro-Ana sono vietati. In Italia si attende la prosecuzione della proposta di legge Marzano, presentata il 19 giugno 2014 e ritirata il 16 settembre 2015: “Introduzione dell’articolo 580-bis del codice penale, concernente il reato di istigazione a pratiche alimentari idonee a provocare l’anoressia, la bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare”, (atto 2472, trovate qui il testo completo).

“La presente proposta di legge si concentra dunque proprio sui fenomeni di diffusione e promozione dei disturbi alimentari – si legge nel testo – individuando un nuovo reato d’istigazione a pratiche che incitino all’anoressia o alla bulimia, come accade ad esempio su internet, grazie soprattutto ai siti web «pro-ana» e « pro-mia»”.

Si spera, quindi, che l’iter legislativo vada a buon fine e trovi presto una risoluzione.

Foto: © Creative Commons – Flickr: Dance_Giulio_Nikon_250 mm_04 – Giulio Gigante

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