Sguardi di Confine

Ha da sempre desiderio di essere sottomesso e comandato da una ragazza. Così il 31enne di origini italiane residente in Inghilterra si è rivolto alla mistress Lady Leyla per entrare a contatto con il mondo Bdsm. Il suo desiderio, però, è di trovare una compagna che possa avere gli stessi desideri. Per questo, oltre a raccontare la sua esperienza, ci riporta le sue riflessioni verso chi si definisce slave (schiavo) e  della sottomissione ne fa uno stile di vita.

Ti definisci uno slave?

«Sì e no, non so ancora come vivere questa cosa perché non ho molta esperienza, ho avuto due sessioni con Lady Leyla e mi sono piaciute tantissimo. Quindi insomma non so se io mi possa definire uno slave. Da quello che ho capito, si definisce slave chi del sadomaso ne fa uno stile di vita mentre io lo vivo come un gioco».

Cosa ti ha spinto a provare queste esperienze nel mondo Bdsm?

«Risale a parecchi anni fa. Quando mi ero lasciato con la mia ragazza, mi ha lasciato lei perché le avevo messo una decina di corna. Stavo soffrendo molto e mi è nata una nuova fantasia, quella di essere ridotto a slave. Poi ho elaborato questo desiderio».

Cosa rappresenta per te il Bdsm e ora come pensi di partecipare a questo mondo?

«Per me resta un gioco, un gioco che vorrei approfondire».

Cosa spinge a cedere il controllo totale del proprio corpo e della propria mente a un’altra persona?

«Forse il fascino del proibito, è qualcosa che non so spiegare. Penso che siano cose che risultano stravaganti perché c’è ancora poca informazione a riguardo. Per esempio, per quanto riguarda la sodomizzazione: sicuramente una persona deve essere predisposta a questo, se la deve sentire. Ma uomo e donna sono fatti entrambi di carne e ossa. Se una pratica piace alla donna non vedo perché non possa piacere all’uomo».

Quindi la sodomizzazione da una mistress è una pratica che hai provato e ti piace?

«Sì, sì. Avevo voglia di provare. Non mi ritengo uno slave anche perché in passato avevo più fantasie sadiche che masochiste, quindi al contrario. Ma ci sta, ogni tanto, ribaltare i ruoli. Del mondo sadomaso mi piacciono tanti aspetti, come l’alimentazione forzata ad esempio». 

Hai provato l’alimentazione forzata?

«No, ma mi piacerebbe provarla. Con la mia ragazza si era instaurato un rapporto di questo tipo, quindi diciamo che è come se l’avessi già provato».

In quel momento provi piacere?

«Sì, è una questione mentale. Dipende da dove si vuole arrivare».

Hai fatto solo due sessioni, sempre con Lady Leyla. È la tua mistress di fiducia o pensi di contattarne altre?

«Resta lei. Non si è creato un legame profondo, visto che si tratta solo di sessioni, ma ci sono tutti gli ingredienti per andare avanti insieme anche se non so con quanta frequenza potrò vederla visto che abito in Inghilterra».

Ti attira maggiormente la dominazione psicologia o quella fisica?

«Senza la dominazione psicologica, la dominazione fisica è niente. Quindi quella psicologica ha più importanza per me».

Quindi il rapporto sessuale, parlando di dominazione fisica, è importante o si può evitare in ambito Bdsm

«Assolutamente non è da evitare».

Quali pratiche prediligi oltre a quelle che ci hai detto?

«Ho provato lo strap-on e l’adorazione dei piedi, classico quest’ultimo del fetish sadomaso. Invece, come da ragazzino mi capitava di aver piacere nel portare le belle e brave ragazze sulla cattiva strada, vorrei subire il contrario. Insomma vorrei una padrona che mi rendesse succube fisicamente e mentalmente al 100%.

Ed è tutto collegato, come per l’alimentazione forzata: io ho un bel fisico, sono in forma, quindi una mistress potrebbe forzarmi a farmi mangiare per ingrassare e quindi avere forme più femminili. Perché la femminilizzazione va di pari passo con l’alimentazione forzata. Oltre a questo, aggiungi la forzatura a fumare marijuana o a bere un po’».

Hai raccontato a qualcuno che pratichi Bdsm e vuoi essere sottomesso o lo nascondi?

«L’ho detto solo a una mia ex».

Pensi che tu possa provare queste pratiche solo per gioco o che non potrai avere più una relazione seria nella tua vita senza sadomaso?

«Questa mancanza mi ha tormentato e fatto stare male per anni, anche perché non sapevo come viverle. Essendo fantasie nate da un periodo di sofferenza, oltre ad altre questioni che non sto a dire, forse non sono qualcosa di ‘sano’. Se fossero fantasie nate in un mio momento sereno, non avrei nulla da pensare».

Quindi pensi che non sia sano praticare Bdsm?

«No, non lo penso, perché al tempo stesso – grazie ad Internet – è arrivata più informazione. Ho letto di molte storie di diverse coppie alle quali piace inserire nel loro rapporto sessuale il sadomaso oppure di una coppia salita all’altare con lui vestito da sposa e lei da sposo. Quindi l’unica cosa che mi serviva per capire se dovevo accettare o reprimere la fantasia riguardo al sadomaso era capire se alle donne, ad alcune donne, può piacere letteralmente e non solo per soldi».

Ti sei risposto che ad alcune donne piace realmente sottomettere gli uomini quindi?

«Esatto. Ci sono donne alle quali piace davvero, che si eccitano fisicamente nel praticare certe cose. Questo mi interessava».

Così accetti maggiormente la tua indole?

«Diciamo di sì anche se un punto di domanda mi resta ogni tanto. Fino ad ora non mi è mai capitato di conoscere una donna così anche se con la mia ex sono stato io a trasmettere in lei queste fantasie. Non so se sia dipeso da quello oppure se sia necessario trovare il tipo di donna alla quale piacciono queste pratiche».

Hai paura di non trovare una compagna che provi piacere nella dominazione?

«Non ci sto molto a pensare. Mi è capitato però di non sentirmi libero totalmente a letto proprio perché in quel momento avevo voglia di qualcosa di più spinto, di sottomissione, ma la mia partner non provava gli stessi stimoli».

Cosa pensi del sadomaso?

«Penso che il sadomaso andrebbe vissuto con più naturalezza perché alcuni di questi rapporti finiscono con il divenire tradizionali. Secondo me, invece, chi del sadomaso ne fa uno stile di vita, in un certo senso si rovina anche la vita. Perché non va bene essere schiavo di niente e nessuno. Chi ne fa uno stile di vita, secondo me è per il fatto di essersi represso troppo, e quindi viverla come se si dovesse fare una scelta estrema o meno.

Per quanto riguarda me, ammetto che mi piacerebbe trovare una donna che abbia una mentalità anche da padrona, ma in una vera e propria relazione di coppia». 

Leggi anche: Gli slave di Lady Leyla raccontano il piacere della sottomissione.

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