Caro amico ti scrivo… lettera di Natale agli affetti lontani

Carissimi amici,

Si dice che durante le feste le persone siano più buone, forse gli aggettivi si esauriscono velocemente, dato che in questo periodo dell’anno c’è anche chi si sente nervoso, triste, taciturno. Noi ci sentiamo quasi tutti nostalgici, questo è il nostro sentimento comune che mi fa sentire di essere ancora parte di qualcosa.

Siamo distanti fisicamente ma con il pensiero ci raggiungiamo nei momenti del giorno in cui si trova uno spiraglio di libertà dagli impegni. La verità è che siamo lontani ma vicini nel pensiero. Continuerei a utilizzare il voi e il noi, ma non potrei includervi tutti con le parole, come invece faccio costantemente con le emozioni a voi rivolte. 

Le mie emozioni sono quasi sempre alla seconda persona singolare, perché il destinatario delle parole sei quasi sempre tu.  Mi piace raccontarti storie che potrai riconoscere familiari perché ne sei stato il protagonista e mi manca costantemente ascoltare le tue. Non so di cosa tu sia nostalgico, a volte può bastare il pensiero di un caffè bevuto insieme a scatenare quella fantasia di un passato di parole e gesti che per così tanto tempo ha scandito la nostra realtà. Forse sei nostalgico dell’estate e del sole che splende, oppure di non poter vivere questo inverno gustandoti l’aria a pieni polmoni.

Tra i motivi della tua nostalgia, sono sicura, c’è la sensazione di aver vissuto degli attimi di meraviglia e di vivere in un presente che ti mette sotto gli occhi una bellezza un po’ meno brillante di quella appena vista. Il presente non è mai luminoso e il futuro ha una luce che a seconda dei giorni puoi anche non vedere più. I momenti in cui ti penso maggiormente non sono i giorni bui, al contrario, ti penso nei giorni di felicità e calma, quelli composti da tutti gli attimi che ancora vorrei raccontare proprio a te.

Qualche volta lo faccio, ti mando una foto, anche solo una frase, una parola, un sorriso che posso vedere solo io. Se sei diventato un amico così prezioso e un’amica così speciale è perché sappiamo entrambi che la mancanza può essere arginata da questa semplicità.

Le feste sono così complesse da gestire, il tempo scivola veloce, gli invitati spesso arrivano prima che la cena sia pronta e i familiari ti chiedono per l’ennesima volta quando avrai finito la tesi, ma niente è così complesso come sentire di esser lontani dalla semplicità. Non credo che sia il processo della crescita ad averci portato lontano, non eravamo ingenui prima e non lo siamo nemmeno ora, semplicemente prima avevamo a disposizione del tempo libero e meravigliosamente vissuto, partecipato, condiviso.

Avevamo più volontà di vivere semplicemente e tu lo puoi ricordare come se fosse ieri. Non voglio scrivere le fatidiche parole “ti ricordi quando…?” perché non è ancora una memoria per me, tutto ciò che ho vissuto con te. Nel mio presente è come se stessi ancora passeggiando con te lungo l’Adige, potremmo essere in bicicletta al parco o sedute a parlare degli ultimi libri letti. Potrei essere seduta sulla sedia rossa che ti sta di fronte e tu mi staresti parlando della tua vita, della tua famiglia, degli usi e costumi del tuo paese che sento diventare anche un po’ mio a ogni tuo nuovo dettaglio. Persino l’Italia, qualche volta, è un paese che mi è stato raccontato in modo diverso. Ancora lo sento il tuo accento romano o quando parli con tua mamma al telefono in georgiano, quando mi rispondi in albanese oppure ancora, quando mi parli una lingua che non è la tua lingua madre, il tedesco, il francese, persino un falso accento che vuole imitare qualcuno che dal sud si è trasferito a Milano.

Mi fai ridere e piangere allo stesso tempo, e sono commossa dalla confusione che regna in me quando ti penso come un’unica persona e come le tante che abitano nei miei pensieri. Spesso sento i tuoi passi accanto ai miei e so identificare proprio la tua camminata, sì, la tua allegra camminata che saltella, i tuoi tacchi e i tuoi passi di danza accennati in un salotto. Riconoscerei la tua risata tra altre mille e saprei se stai dissimulando un’emozione scomoda, saprei dire se ridi davvero per una mia battuta che tra cinque anni non ricorderai. Conosco molte cose di te, eppure la distanza sembra che fissi quelle conosciute in un grande ritratto da parete. Mi allontano da tutto ciò che ancora vorrei e potrei conoscere se avessimo tempo insieme. Quindi, sono giunta alla conclusione che manchi del tempo per stare seduta con te su una panchina, fino alle due del mattino, cantando altre canzoni. Manca tempo per osservare il cielo insieme, per pattinare sul ghiaccio, per ballare fino ad avere un famoso calo di energia e poi sdraiarci in un letto a parlare di argomenti fondamentali: il tuo primo bacio.

Quante cose mi hai raccontato e quante hai voluto tenere per te? Mi incuriosisce tutto, il tuo passato e cosa ti ha portato a essere ciò che sei, la tua forza nel diventare ciò che vorrai e le tue speranze per il futuro. Ora che scrivo sei in Germania, in Francia, a Bologna, Treviso, a Venezia su un treno, a pochi passi da dove ho abitato, oppure stai andando verso Verona, verso Roma. Invidio ogni città che ascolterà i tuoi passi e sono triste per ogni città in cui ho portato i miei senza che ci fossero i tuoi. Qualche volta ti chiedo come sta la tua famiglia, mamma, papà, sorella, fratello, ma mi parli con imbarazzo di tutti senza parlarmi di te, il componente di una famiglia che è anche la nostra. Sono così fortunata ad avere, vicino e lontano, la mia seconda famiglia di amici. Più di una rete sociale, un grande e comodo divano.

Forse non è bellissimo essere paragonati a un divano, ma su quanti divani siamo stati io e te insieme, guardando un film, parlando della vita oppure bevendo una tisana? Forse era un altro tipo di seduta, una sedia, una panchina, il sedile di un treno. L’amicizia vorrei che stesse seduta, così saprei che è comoda, è lì, fissata in qualche punto dove posso trovarla sempre dolce e quotidiana invece che in movimento e distante. È rassicurante avere dei punti fermi quando fuori tutto continua a scorrere come un fiume. Sei la persona che ho sognato stanotte, te lo scrivo quando accade e vorrei solo che quel sogno fosse stato vero per un istante, vorrei che le mie fantasie diventassero realtà.

Eri presente il giorno in cui stavamo andando verso il teatro e il gelato mi  è caduto? oppure, il giorno in cui andando a fare shopping siamo rimasti al centro commerciale fino a trovarlo deserto e pieno di luci? dove sono finite quelle attività così banalmente e tipicamente nostre? Io ricordo che ero con te il giorno in cui hai passato un esame con ottimi voti anche se dubitavi di passarlo, anche quello in cui sei uscita con il tuo collega del lavoro, per non parlare del giorno in cui mi hai detto di voler cambiare la tua vita e lasciare il lavoro!

Ci sono stata e ti ho supportato con le mie parole e forse niente di più. Purtroppo ci sono stata e mi assumo la responsabilità anche nei momenti in cui ti ho deluso. Io ci sono sempre, sono una persona sulla quale puoi contare e sai che verrei da te proprio nel momento in cui più tieni alla mia presenza. Posso esserti sembrata disinteressata, a volte, ma ero sempre con un piede qui, uno da qualche altra parte, per non mettere troppo peso su un’impalcatura che non sa reggere.

Ho avuto priorità che non ti hanno incluso, ma quando mi sono chiusa in casa per studiare o leggere o stare con un amico che non eri tu, ho comunque pensato che quel momento sarebbe passato velocemente e sarebbe arrivato anche quello da dedicare a te. Il tuo momento, il nostro, quello di un lunedì fuori dal tempo, una domenica passata in compagnia, un venerdì in biblioteca su appunti da sistemare, un mercoledì al bar incontrando una professoressa che abbiamo ammirato. Le nostre gite in macchina, quando guidavi verso le colline e il sole stava per tramontare, mentre la tua vita scorreva al tempo di una musica abilmente orchestrata da qualcuno di noi. Mi sembra di sentire tutte le musiche che ci siamo inviati tramite messaggio per dirci a vicenda che ci pensavamo. 

Mi sembra davvero di poter sentire ciò che senti anche tu. Non mi piace questa impressione di condividere a distanza la vita, preferivo quando le coordinate spaziali e temporali dei nostri incontri convergevano in un centro preciso. Ho visto mille volte il tuo profilo al sole nel momento in cui ti si chiudono gli occhi e sei solo un’ombra nera come le altre, ma io provavo tenerezza proprio per te.

Sei mio amico perché quando ti accade qualcosa di estremamente positivo lo racconti proprio a me, ti sei fidanzato, hai trovato un nuovo lavoro, fai yoga, vai a correre, sei andato in vacanza, hai scoperto un nuovo ristorante di sushi. Insomma, ogni cosa che ti accade è una storia che vorrei sentire più e più volte.

Ora concludo la mia lettera aperta per te, se hai seguito fino a qui, complimenti, so che hai letto di meglio e so che le mie parole bene o male ti sono già arrivate molte volte. Questa era solo un’altra delle volte in cui ti dico che tengo a te, in modo sincero e disinteressato. È l’ennesima volta in cui ti ripeto che desidero solo vederti felice e che ti meriti questa felicità. Se ti conosco bene, so che riceverai le mie parole sempre e solo credendoci a metà, credendo che possono essere vere, ma non proprio per te.  Ti sbagli, sai che il tuo valore ai miei occhi sarà sempre deformato da una luce che non hai saputo di regalarmi.

Questo è il mio modo per restituirti quella luminosità, pensala come le luci di Natale sulle finestre del vicino che vuole mettersi in mostra e accende la renna con la slitta, oppure come un filo rosso, luminoso, che sta all’interno ed è nascosto. Forse è la luminosità della catena di lampadine colorate di un bar a Verona in cui abbiamo passato molto tempo insieme, oppure ancora è l’abat-jour sul mio comodino che ogni notte spengo, chiudendo gli occhi sul valore che do alla nostra amicizia, per addormentarmi pensandoti. Sempre.

Infine, a una persona con la quale condivido metà patrimonio genetico non per scelta, ma per scelta la più grande amica, ti dedico ugualmente tutti i miei pensieri. Gli amici sono famiglia ma anche nella famiglia si trovano dei veri amici. Ogni volta che abbiamo guardato la luce insieme, l’abbiamo vista come la testa di qualcuno seduto sulla luna, forse per questo i nostri sogni sono vasti come lo spazio.

Buone feste a tutti voi, alle vostre famiglie, alla mia e a te singolarmente che hai letto le mie parole e conosci il mio bene nei tuoi confronti.

Isabel.

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