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I. Ceriani

Prodotto last-minute dei fluorescenti anni ottanta, nasce e cresce nella provincia cronica, strimpellando malamente una Ibanez. Il suo lato nerd è da subito ipertrofico, tra gare per latinisti, dipendenze “seriali” e anglofilia drammaturgica. Ha vissuto la Russia pre-uralica, il Sub Sahara di Khartoum, l’Inghilterra austeniana e la pianura padana. Pur da laureanda in medicina, forse taglia-e-cuci, non sopravvivrebbe senza il cinema e un sipario.

È stata vicepresidente di un’associazione di promozione culturale giovanile e tra i fondatori di una compagnia teatrale amatoriale; ha partecipato a progetti di cooperazione nazionali ed europei. Insegna educazione sanitaria e italiano ai rifugiati accolti nello Sprar di Varese, e da anni è volontaria paramedico presso l’ambulatorio Sanità di Frontiera, aperto gratuitamente a migranti e persone senza fissa dimora.

Scrive per evitarsi di parlare.

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