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Sono più di 100 le donne elette negli USA dopo le Midterm Elections di martedì 6 novembre, ovvero le elezioni di metà mandato che si tengono ogni 4 anni e riguardano il Congresso, le assemblee elettive dei singoli Stati e alcuni dei governatori dei singoli Stati.

Così le elezioni di medio termine segnano un punto di rottura e novità rispetto al passato e, soprattutto, rispetto al governo conservatore oggi rappresentato da Donald Trump. Una ventata di freschezza e colore che guarda al futuro (tra due anni le nuove presidenziali) con ottimismo e cambiamento. Le elette donne, tanto per cominciare, non sono mai state così numerose. Ma non è solo la questione di genere la novità. Tra loro ci sono infatti la prima donna afroamericana, le prime due native americane, la prima musulmana e la più giovane di sempre. E non solo, dalle Midterm Elections di questo 2018 è arrivato anche il primo governatore di uno Stato apertamente gay.

Ecco chi sono le donne elette alle Midterm Elections 2018

Sharice Davis, lesbica dichiarata in uno Stato conservatore, è la prima donna nativa americana, insieme a Deb Haaland, eletta nel Congresso. Ha studiato come avvocato, è stata cresciuta da una mamma single veterana dell’esercito e fa parte della tribù Ho-Chunk del Wisconsin.

Deb Haaland, eletta in New Mexico, fa parte della tribù Laguna Pueblo ed è attivista dei Democratici. Tra le sue proposte: salario minimo di 15 dollari, assistenza sanitaria per tutti e impeachment di Trump, ovvero il suo rinvio a giudizio con l’accusa che abbia commesso illeciti nell’esercizio delle sue funzioni.

Ayanna Pressley, prima donna nera eletta alla Camera nel Massachussets, uno Stato composto per l’80% da bianchi. Punta all’estensione medicale per tutti i cittadini e l’abolizione dell’agenzia governativa ICE (Immigration and Customs Enforcements). Ovvero l’agenzia federale statunitense, parte del Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti, responsabile del controllo della sicurezza delle frontiere e dell’immigrazione. Ha sede a Washington.

Ilhan Omar, ex rifugiata, è la prima donna somala-americana del Congresso. Propone l’eliminazione delle rette universitarie per le famiglie che guadagnano meno di 125mila dollari all’anno, la riforma del sistema di giustizia criminale e la creazione di un sistema di immigrazione più equo. Intercept l’ha definita “il peggior incubo di Donald Trump”.

Rashida Tlaib, è la prima donna palestinese-americana a entrare nel Congresso ed è una delle due donne musulmane appena elette. Tra le sue priorità ci sono l’assistenza sanitaria per tutti, l’introduzione di un salario minimo di 15 dollari e l’abolizione dell’Ice.

Conquista il primato della donna più giovane mai eletta al congresso: è Alexandria Ocasio-Cortez e ha 29 anni. Nata nel Bronx da mamma portoricana, è militante del DSA, Democratic Socialists of America e organizzatrice della campagna delle primarie del 2016 di Bernie Sanders.

Marsha Blackburn, è la prima donna a vincere in Tennessee. Secondo lei, l’avversario Phil Bredesen ha fallito nel gestire l’aumento di casi di molestie sessuali nel lavoro.

Non solo donne. Tra gli eletti a portare un’ondata di novità c’è anche Jared Polis, il primo governatore di uno Stato americano dichiaratamente gay. Punta all’abrogazione della pena di morte, alla scuola materna per tutti e leggi più dure sulle armi.

Michael Moore midterm elections tweeter

Donne in politica in Italia

Lo sappiamo, le novità e le nuove tendenze sociali partono ormai dall’America. Ci possiamo aspettare allora anche in Italia, tra diversi anni, un Governo formato da un maggiore numero di donne rispetto a quello attuale? Per il momento… andiamo indietro. Oggi, dei 18 Ministri in carica, solo 5 sono donne. Del Governo Conte, le donne sono solo il 17,19%. L’esecutivo giallo-verde ha di fatto la terza percentuale più bassa di presenza femminile, dal Berlusconi IV a oggi. Il primato rosa spetta a Letta.

Insomma, come dice sempre Lilli Gruber, «c’è troppo testosterone». Forse, l’attuale ondata di donne elette in America può essere di ispirazione anche per l’Italia? Proprio nella puntata di venerdì 9 novembre, a Propaganda Live, intervistata da Diego Bianchi su LA7, ha detto: «Vediamo cosa faranno di questa nuova forza elettorale ora. Potranno iniziare a porre una serie di domande al presidente Trump al quale lui si è sempre rifiutato di rispondere: dichiarazione dei redditi, finanziamenti russi alle sue società, il ruolo di Putin e della Russia nelle elezioni del 2016. I prossimi 2 anni, fino alle prossime presidenziali, potrebbero essere difficili».

E in relazione alla bassa presenza di donne nella politica italiana, ha commentato: «Ti pare normale che il mondo sia gestito da questi urlatori? Le donne non sono né sante, né più buone. Ma abbiamo delle qualità che gli uomini non hanno e forse è giusto iniziare a interpellare le tante competenze femminili. Come si direbbe: è una risorsa non sfruttata… sfruttate le nostre competenze».

Lilli Gruber Propaganda Live Diego Bianchi

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