“Non lasciate indietro nessuno”. CoorDown in piazza per la giornata nazionale delle persone con sindrome down

L’educazione inclusiva, il lavoro, la partecipazione alla vita sociale, la vita indipendente e la possibilità di decidere della propria vita sono diritti fondamentali che dovrebbero essere garantiti a tutti.

Negli ultimi 40 anni in Italia gli sforzi intrapresi per realizzare un cambiamento culturale verso la concreta inclusione hanno portato molte persone con sindrome di Down a raggiungere traguardi importanti. L’obiettivo oggi è far sì che quanto è alla portata di molti si trasformi in realtà per tutti.

Ora Parlo Io!”: la prima indagine nazionale rivolta a persone con sindrome di Down

Con l’intento di dare voce alle reali esigenze e desideri, permettere di esprimere la propria opinione in modo libero e senza condizionamenti, CoorDown Onlus – Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down – grazie alla prima indagine nazionale rivolta a persone con sindrome di Down “Ora Parlo Io!”, ha raccolto le esperienze di vita di centinaia di ragazzi e ragazze di ogni età.

A oggi sono 650 i questionari compilati, un risultato importante che permetterà di scoprire in modo diretto le percezioni e i pensieri di un numero significativo delle persone con sindrome di Down.

I primi dati analizzati ci dicono che tra chi va a scuola, l’85% durante le lezioni sta in classe con i compagni (per il 63% tanto e per il 22% abbastanza). Al 73% degli studenti con sindrome di Down vengono assegnati compiti a casa e il 44% degli intervistati dichiara di fare gli stessi compiti dei compagni.

Un dato quest’ultimo che riguarda la percezione di quanto viene vissuto a scuola dai ragazzi e che comprende le risposte date da tutta Italia. Il dato, suddiviso per ogni regione, renderà un quadro più su ogni singolo territorio. Va evidenziato che le 650 persone che hanno partecipato all’indagine “Ora Parlo Io!” fanno certamente parte di percorsi di inclusione messi in campo dalle associazioni sui territori e mostrano il forte l’impatto sociale dei progetti realizzati fin dall’infanzia sul vissuto delle persone con sindrome di Down. La ricerca, che sarà presentata nelle prossime settimane, chiarirà il contesto e la partecipazione regione per regione.

Non lasciate indietro nessuno

Non lasciate indietro nessuno” è il messaggio che CoorDown Onlus lancia in occasione della Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down per ricordare a tutti che solo maggiori opportunità a scuola, nel mondo del lavoro e nella vita sociale possono portare alla piena inclusione per ogni persona con disabilità.

Sono proprio le interviste a 4 giovani che hanno intrapreso percorsi positivi che dimostrano come sia possibile abbattere stereotipi e pregiudizi: Emanuela, Irene, Martina e Simone. Ragazze e ragazzi che dal Veneto alla Sicilia, passando per Milano e Firenze, studiano per prendere il diploma, lavorano in asilo nido, all’Ikea, in bar e ristoranti, fanno teatro, danza, yoga, hanno passioni e hobby, vanno al cinema e escono con gli amici per fare l’aperitivo, hanno relazioni sentimentali e almeno una di loro già vive in autonomia, in una casa condivisa con altre ragazze. Hanno anche incontrato difficoltà e discriminazioni sulla loro strada, ma anche opportunità e il sostegno delle associazioni che gli hanno permesso di realizzare le loro aspirazioni.

13 ottobre, Giornata Nazionale persone con sindrome down: un messaggio di cioccolato per l’inclusione

In occasione dell’appuntamento annuale promosso da CoorDown il 13 ottobre, in oltre 200 piazze d’Italia i volontari sono impegnati a distribuire un messaggio di cioccolato. E’ realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale e promuove i progetti d’inclusione sociale in tutto il territorio nazionale.

Grazie alle centinaia di volontari, persone con sindrome di Down di ogni età, insieme a genitori, fratelli e sorelle e amici, sono oggi in prima linea negli eventi di piazza per incontrare i sostenitori, dare informazioni, raccontare come verranno utilizzati i fondi raccolti. La Giornata Nazionale è quindi un momento fondamentale per fare cultura, far conoscere in modo diretto chi quotidianamente costruisce modelli di inclusione.

Antonella Falugiani, Presidente di CoorDown Onlus spiega: «Il tema di quest’anno è in totale sintonia con il percorso avviato in questi ultimi anni e l’indagine “Ora parlo Io!”. La ricerca, lanciata pochi mesi fa, ha rafforzato l’impegno ad ascoltare e divulgare le percezioni, le aspettative delle persone con sindrome di Down. L’obiettivo è quello di essere al loro fianco nel quotidiano, e in attesa che le richieste fatte nelle sedi istituzionali abbiano un seguito con risposte concrete non ci stancheremo di batterci per far rispettare i loro diritti, ancora troppo spesso negati a causa di supporti inadeguati, di pregiudizi sociali e di basse aspettative.

In ogni ambito nessuno deve essere lasciato indietro, infatti molti ancora non ricevono a scuola giusti supporti e sostegni inclusivi e la regola quasi generalizzata che il percorso alle superiori debba essere solo ed esclusivamente differenziato non permette ai ragazzi di ottenere un diploma. L’accesso al lavoro con contratti equi e le opportunità di tirocini e formazione post scolastica sono limitate. Le possibilità di vita indipendente e di autonomia abitativa devono diventare aspirazioni realizzabili per ogni ragazzo e ragazza con disabilità intellettiva».

Gli hashtag ufficiali della Giornata sono #nonlasciateindietronessuno #gnpd2019

CoorDown è impegnata fin dalla sua nascita a rendere sempre più forte e chiara la voce delle persone con sindrome di Down, creando strumenti di dialogo e decisionali come la Consulta Giovani composta da ragazzi e ragazze da diverse regioni e mettendo al centro delle campagne di comunicazione internazionali come protagonisti persone reali che esprimono le loro opinioni. E scegliendo di promuovere in ogni evento pubblico la self advocacy, come avvenuto negli ultimi due anni quando in rappresentanza di CoorDown e di tutti i ragazzi sono state selezionate per la Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite del 21 marzo due giovani donne adulte con sindrome di Down.

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