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Questo 2020 lo ricorderemo non solo per l’emergenza sanitaria e per quella economica ma anche per una serie di problematiche connesse di cui fino a febbraio emergeva solo la punta dell’enorme iceberg di determinati settori ma che ora si manifestano in tutta la loro grandezza e complessità. Casi di varie problematiche infatti esistevano già prima dell’emergenza ma il Covid-19 e il conseguente isolamento hanno contribuito ad aumentare le difficoltà di soggetti fragili e di categorie svantaggiate.

A maggio ho presentato i pensieri di alcuni amici con una disabilita neuromotoria che parlavano di come hanno vissuto i mesi in quarantena e di cosa/chi hanno sentito maggiormente la mancanza, oggi invece vorrei fare una breve riflessione sulle persone con grave disagio che durante il lockdown hanno visto azzerare i sistemi di supporto e di assistenza e l’attuale grossa problematica della scuola e della didattica online.

Proprio quest’ultima nei mesi scorsi ha creato disagi sia a livello di “segnale di rete”, sia più concretamente nelle famiglie meno abbienti dove genitori e figli dovevano districarsi con pc e telefoni non sempre a disposizione tra smartworking e lezioni scolastiche – nelle famiglie composte con due o tre o più figli tutti in età scolastica i disagi erano maggiore; per  non parlare di quegli studenti che necessitano di sostegno scolastico e che si sono visti privati anche di quello -.

A poco più di un mese dalla ripresa della didattica scolastica in presenza vige ancora l’incertezza sul metodo da adottare e sulla materiale possibilità per tutti gli alunni di accedere in sicurezza alle proprie aule scolastiche, ecco allora che ci si prepara ad ogni evenienza come si legge sul comunicato stampa dell’Istituto Maria Immacolata di Busto Arsizio:

«Vorremmo una scuola sicura, una scuola realmente presente e vicina agli alunni – sostiene la dirigente – ma vogliamo anche essere pronti, qualora l’emergenza sanitaria dovesse riacutizzarsi, a tenere le distanze, mantenendo costante e significativo il contatto. Come scuola ci muoveremo su più fronti: da un lato proporremo attività di sostegno sociale ed emotivo, diretto e personale ad alunni e docenti, per una sana e serena ripresa della scuola in presenza; dall’altro manterremo e potenzieremo i servizi digitali utilizzati durante la didattica a distanza».

Il loro progetto si chiama “ISMI SMART SCHOOL FOR ALL” e come si evince dal nome, ha l’obiettivo di “mitigare gli effetti collaterali prodotti dall’emergenza covid-2019 attraverso la fornitura/potenziamento di dispositivi digitali a sostegno della didattica per alunni e docenti con lo scopo di non lasciare indietro nessun alunno nel caso in cui nei prossimi mesi, dovesse ripresentarsi l’emergenza sanitaria”.

“ISMI SMART SCHOOL FOR ALL” è uno dei cinque progetti sostenuti dal Fondo “Insieme per Varese” di Fondazione Comunitaria del varesotto volti a sostenere alcune associazioni del terzo settore della provincia lombarda impegnati a sostenere i più vulnerabili.

«Sono molteplici i bisogni a cui abbiamo cercato di far fronte attraverso il Fondo “Insieme per Varese e l’azione delle associazioni e degli enti del territorio – spiega Maurizio Ampollini, presidente di Fondazione Comunitaria del varesotto – il fine ultimo è quello di affrontare questo momento di crisi a partire da chi si trova più in difficoltà, mediante il lavoro in rete e il potenziamento dei servizi digitali. Questo progetto ne è un esempio concreto».

Gli altri progetti sostenuti sono:

  • La Somsart –centro diurno di Comerio-  con “SMART THERAPY” si è prefissata di creare una rete di assistenza a distanza attraverso attività artistiche, socioculturali e riabilitative nel campo del disagio psichico.
  • Auser Gallarate con il progetto “CORONAVIRUS. AUSER GALLARATE C’È” ha attivato un servizio di assistenza telefonica per contrastare la solitudine e per l’emergere di necessità urgenti da segnalare ai servizi sociali.
  • Aias Busto Arsizio Onlus “Annibale Tosi” è un centro di riabilitazione per bambini e ragazzi con gravi patologie neuropsichiatriche e neuromotorie che con il progetto “AIAS TI AIUTA ANCHE A CASA” si propone di continuare a svolgere le attività di sostegno da remoto, grazie ad apposite piattaforme, fornendo mirati piani di lavoro al domicilio e indicazioni/formazione a genitori per aiutare i propri figli
  • Il progetto “UN SORRISO IN PIÙ FAMILY” dell’associazione “Un sorriso in più”  è una RSA a Bodio Lomnago che si occupa per lo più di anziani che vivono situazioni di disagio sociale, prendendosi cura di loro da vari punti di vista.Il progetto, partendo dalla constatazione che in questi mesi è venuto meno il contatto fondamentale tra degenti e le loro famiglie, propone la creazione di una pagina sul social Facebook, “Un sorriso in più family”, attraverso la quale dare continuità alle principali attività ludico/creative/sociali/culturali abitualmente gestite dai volontari e far sentire la loro presenza accanto agli anziani; dopo questo primo passo è in previsione la trasformazione di questa pagina in una Web TV dedicata agli anziani.

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