Seven Sisters: le bianche scogliere inglesi

Ho scritto il mio nome su un sasso a Beachy Head, col gesso trovato sulla spiaggia davanti all’oceano. L’ho scritto per ricordarmi di essere stata lì e forse ritrovare quel sasso quando ritornerò. Mi sono seduta su una panchina di legno chiaro nel prato che ammira la spiaggia di pietre di gesso e conchiglie di sasso davanti all’oceano.

Poco più in alto, c’è una casa di mattoni. E’ dipinta di bianco. Pare di perla al mio sguardo, abbacinato dal vento e dal sole. Quel sole che scompare e poi torna più forte e brillante di prima, scaldando le punte dei nasi, le orecchie nascoste in un cappuccio pesante, le dita un po’ sporche di terra e di prato.

La casa di perla è immersa in un fiume di fiori rossi, gialli e violetti. Sono incredibilmente ordinati in cespugli ribelli che sfuggono e svettano dal prato sgargiante, intrecciandosi a foglie e cespugli, corolle e pistilli. Al di là del prato, c’è un basso cancello di legno sbiadito: instabile ingresso ad una vita di gesso e di onde.

La vita è quella di Anne e di Tim che nel sole dorato del giorno camminano piano verso la cima di Beachy Head. Le anziane mani intrecciate, le gambe più lente ma forti, gli occhi un po’ umidi e grandi che vedono chiaro e lontano, fino ad oltre quel tempo che scorre più piano che nel resto del mondo a Beachy Head, fino ad oltre le bianche scogliere che frenano il moto dell’acqua sciogliendosi immobili nei giorni, negli anni.

Camminano insieme, Anne e Tim, sedendosi infine su una vecchia panchina di legno chiaro. Parlano sempre, raccontandosi storie infinite delle loro giornate e degli anni passati, immaginando il mondo al di là dell’oceano e guardando la vita al di qua delle scogliere di gesso.

Poi arriva un sole assonnato che ruba discreto ogni lettera e suono. Le scogliere si ombreggiano, si fa opaco il loro bianco vistoso. Si coprono d’ombra le verdi colline, si sveglia il vento serale soffiando le nubi cerulee verso l’oceano che continua, instancabile, il suo moto infinito.

Si addormentano le Seven Sisters, le sette sorelle, una ad una, ed un manto notturno si stende sui loro picchi friabili, sulle loro curve ineguali, sugli umidi spruzzi di onda che solleticano le rocce, schizzano gli scogli. Si addormentano anche Anne e Tim tre le bianche coperte di nuvole, in una bianca casa di perla, su una bianca scogliera di gesso.

Poi io mi risveglio da un sogno a occhi aperti sulla stessa panchina di legno chiaro che già un tempo ascoltava i piccoli tonfi dei passi sull’erba, lo strofinio dei vestiti riempiti di vento, i respiri sopiti di coniglietti marroni, i sogni pensati di chi, come Anne, come Tim, come me, amava la vista che ci si era dipinta dinnanzi, a Beachy Head. 

Panchina di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito
Panchina di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito
Targa in memoria di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito
Targa in memoria di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito
Visuale dalla panchina di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito
Visuale dalla panchina di Anne e Tim, Beachy Head, Regno Unito

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