“Welcome”, quando l’impresa è sinonimo di integrazione per immigrati

Mettere a disposizione le proprie competenze lavorative per dare una mano a migranti e rifugiati internazionali. È “Welcome”, il progetto di volontariato d’impresa nato per trasformare la comunicazione in integrazione messo in atto da The Ad Store Italia, agenzia pubblicitaria a capo dell’omonimo network internazionale.

In pratica i ragazzi dell’agenzia hanno realizzato 5 incontri con circa 40 ragazzi e ragazze immigrati ospiti di alcuni centri di seconda accoglienza di Parma (Pozzo di Sicar e San Cristoforo). «Li abbiamo aiutati a sostenere un colloquio di lavoro o a scrivere un curriculum – ci spiega Maria Laura Piazza – perché per loro il lavoro è fondamentale, rappresenta un’opportunità e una speranza. Inoltre è il primo passo verso l’integrazione nella comunità in cui sono ospitati. Insieme abbiamo visitato il centro di Parma e siamo andati in alcune agenzie interinali per lasciare alcuni loro cv».

Tutto ha avuto inizio con “Humanifesto”, la carta etica che le agenzie appartenenti al gruppo internazionale The Ad Store hanno deciso di sottoscrivere. Si tratta dell’impegno a collaborare con regole di trasparenza, rispetto e valorizzazione delle persone, che ogni agenzia applica nella propria comunità territoriale. Così, è nato “Welcome”, progetto inserito all’interno di un programma di welfare aziendale battezzato “WE”.

«Per noi di The Ad Store la cosa più importante è mettere le persone al centro – spiega Natalia Borri, presidente di The Ad Store Italia – Sia nel fare impresa che nel fare comunicazione. Da qui nasce il nostro progetto di volontariato aziendale. Lo abbiamo chiamato Welcome per due motivi: uno, perché volevamo metterci la faccia, un impegno su una questione che ci sta molto a cuore, che è quella dell’accoglienza. Volevamo portare un messaggio che facesse dell’incontro e quindi della conoscenza, dell’ascolto e dell’amicizia, il suo punto di forza. L’altro perché per noi il primo accesso alla comunicazione è l’ascolto, prima ancora che il parlare».

Proprio la comunicazione è stata infatti lo strumento intorno al quale è stata realizzata l’iniziativa e che ne ha caratterizzato il taglio innovativo. Insomma, i dipendenti di The Ad Store hanno messo a frutto le proprie competenze non a favore di un brand o di un prodotto ma con lo scopo di illustrare ai gruppi di richiedenti asilo gli aspetti apparentemente più semplici della vita quotidiana: chiedere informazioni in un negozio, come andare alla fermata dell’autobus e capirne il percorso, come scrivere un curriculum e come affrontare un colloquio di lavoro.

Il progetto è stato reso possibile grazie a Forum Solidarietà che ne ha guidato le fila identificando nelle realtà di Pozzo di Sicar e San Cristoforo Onlus le prime due comunità che hanno potuto beneficiare degli incontri con i dipendenti di The Ad Store.

A sostenere l’iniziativa si è espresso anche il Prefetto di Parma, Giuseppe Forlani: «Nella nostra città, abbiamo ormai seconde e terze generazioni di stranieri, tanti sono diventati italiani a tutti gli effetti ma un afflusso così numeroso e in un tempo così ristretto può mettere davvero a dura prova. Allora il volontariato d’impresa e in particolare l’esperienza di The Ad Store, per quelle che sono la sua missione e la sua vocazione, mi sembra che possano essere un grande segnale positivo: un progetto che, mi auguro, potrà continuare».

E che la proposta sia destinata a crescere lo conferma anche Natalia Borri: «È iniziata un’amicizia che continuerà. Il progetto infatti quest’anno è soltanto partito come prima edizione, con grandissima soddisfazione di partecipazione e di adesione. La nostra idea è quella di farlo crescere, di vederlo portare risultati sempre più concreti sul nostro territorio, di allargarlo ad altre realtà con cui fare rete. Questo sarà il nostro impegno, questa la nostra sfida».

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