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Che strano questo 1 Maggio 2020: non ci saranno i consueti “concertoni” nelle principali piazze italiane, affollate di artisti che si alternano sul palco e creano medley inediti, ma soprattutto di gente festosa, pronta a cantare aggrappata alle transenne, o sulle spalle del proprio fidanzato, o gomito a gomito con un perfetto sconosciuto che, nella fantasia di chi scrive, in alcuni casi si trasformerà in una persona importante, con cui magari andare al prossimo concerto.

Che strano questo 1° Maggio 2020: non ci saranno i cortei dei lavoratori che sfilano chiedendo maggiore tutela e rispetto dei propri diritti, talvolta calpestati.

Che strano, certo, ma non per questo meno necessarie le misure prese al fine di evitare terribili conseguenze sul piano sanitario, ma anche su quello economico, a proposito di lavoro, nel Paese.

Ma come nasce il 1° Maggio?

Abbiamo raccontato, di recente, la storia che sta alle origini dell’Otto Marzo e oggi proveremo a riassumere le origini della cosiddetta festa dei lavoratori.

Quella del primo giorno del mese di Maggio non è una data casuale, anzi, essa affonda le sue radici in un passato piuttosto lontano.
È infatti durante la Rivoluzione Americana, periodo caratterizzato da numerose e significative manifestazioni, che ha luogo l’evento che poi porterà alla nascita della festa dei lavoratori.

Nel 1866, infatti, viene approvata la prima legge che stabilisce che la durata della giornata lavorativa debba essere di 8 ore. La legge, approvata a Chicago, entrerà in vigore solo a partire dal 1° maggio dell’anno successivo e, in un primo momento, solo nello Stato dell’Illinois. Fu proprio in questa giornata che venne organizzata un’imponente manifestazione per celebrare l’evento.

Il raggiungimento delle 8 ore lavorative iniziò gradualmente a prendere piede in tutti gli USA e, inoltre, la notizia raggiunse anche il nostro continente dove, peraltro, era da poco (più precisamente da settembre del 1864) nata la “Prima Internazionale”, vale a dire l’Associazione Internazionale dei lavoratori.

Anche a causa della lentezza con cui la legge raggiungeva i diversi paesi, la Federation of Organized Trades and Labour Unions  stabilì che la data del 19° anniversario dall’entrata in vigore della legge nell’Illinois diventasse il giorno di scadenza limite per estendere le 8 ore lavorative in tutto il territorio Americano, pena l’astensione dal lavoro, con uno sciopero generale a oltranza: a partire da quella giornata gli operai americani si sarebbero rifiutati di lavorare più di 8 ore al giorno.

Così, in quella data particolare, presero parte agli scioperi anche i lavoratori di Chicago. Venne addirittura richiesto l’intervento della polizia, per smembrare i gruppi di manifestanti, che sparò sulla folla uccidendo due scioperanti e ferendone altri.

Ciò creò quindi le basi per una reazione assai violenta di protesta da parte degli anarchici locali, azione che raggiunse il suo culmine con la morte di sei poliziotti, e il ferimento di circa cinquanta, provocata da una bomba: fu questo il primo attentato a base di dinamite negli Stati Uniti.
Sette tra gli otto anarchici vennero condannati a morte e impiccati

Primo Maggio: come viene stabilita la data, ufficialmente?

L’idea del 1° Maggio come giornata di festa nasce il 20 Luglio 1889 a Parigi. La proposta parte dalla Seconda Internazionale, riunita in quei giorni in quella città. La scelta ricade su questa data simbolica proprio per ricordare le manifestazioni americane e i manifestanti di quei giorni, passati alla storia come i Martiri di Chicago.

Il 1° Maggio in Italia…

Non appena si diffuse la notizia dell’assassinio degli esponenti anarchici di Chicago, il popolo livornese mise in atto una rivolta, dapprima contro le navi statunitensi che si trovavano nel porto cittadino, e poi contro la Questura, dove, secondo voci di corridoio, si era rifugiato il console degli Stati Uniti.

Fu comunque soltanto nel 1923, con il Regio decreto legge n. 692, dopo decenni di battaglie operaie e lotte sindacali, che le 8 ore lavorative verranno dichiarate legali nella penisola.
Anche la decisione presa dalla Seconda Internazionale fu ratificata in Italia dopo qualche anno rispetto alla sua proposta, più precisamente nel 1890.

A partire dal 1924 e per tutto il ventennio fascista, la celebrazione fu anticipata al 21 Aprile, in concomitanza con il Natale di Roma. La festa prese così il nome di “Natale di Roma-Festa del lavoro”: le celebrazioni vennero spostate di nuovo al 1° maggio dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, e quella dei lavoratori mantenne lo status di festa nazionale.

A partire dal 1990 i sindacati confederali CGIL, CISL e UIL, in accordo e collaborazione con il comune di Roma, hanno dato vita alla tradizione del concerto, tenuto in piazza di S. Giovanni in Laterano e trasmesso da Rai Tre in diretta.

Anche quest’anno sarà possibile seguire l’evento, chiaramente diverso dal solito, in tv e online, ed è qui possibile visualizzare gli ospiti che prenderanno parte alla festa.

Il concerto del 1° Maggio è diventato poi una consuetudine in Italia, tanto da essere esportato e replicato in numerose altre province e regioni.
Forse la città che più di tutte, in Italia, da valore alle celebrazioni legate alla festa dei lavoratori, è quella di Taranto, in cui annualmente si organizza l'”Uno Maggio Taranto” dedicato ai “cittadini e lavoratori liberi e pensanti“.

…e il 1° Maggio nel mondo

In molti paesi nel mondo, quella dei lavoratori è una festa nazionale come in Italia.
In altri, come per esempio Danimarca o Paesi Bassi, invece, pur non godendo ufficialmente di questo status, durante la giornata del 1° Maggio vengono organizzati eventi legati alla celebrazione dei lavoratori.

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