Laura – Lettera semiseria a mio papà

Ciao papà,

in questi tempi strani, dai ritmi rallentati, mi sono ritrovata a pensarti più del solito.

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Non so se tu abbia modo di sapere quello che sta succedendo su questo pianeta che hai lasciato qualche anno fa, in fondo se non lo sai è meglio così.  

Piuttosto mi sono chiesta che cosa avresti pensato, cosa avresti detto di questa situazione pandemica…

Non negli ultimi tuoi anni, che ti costringevano a casa, perché poco per te sarebbe cambiato visto il tuo distacco dal mondo esterno.

No, mi chiedo come avresti reagito quando, ancora in piena attività lavorativa e spinto dai tuoi molteplici interessi, ti fossi trovato – come me – ad affrontare così ampie restrizioni della libertà personale, una condizione di arresti domiciliari che poco si concilia con il nostro spirito di andare, viaggiare, scoprire, stare nella natura.

Nostro, perché molto ti somiglio sotto questo aspetto, pur con una vita vissuta e presente totalmente diversa rispetto alla tua.

Come me, che pure mi adatto con grande, quasi camaleontica facilità alle diverse situazioni in cui mi ritrovo, avresti sofferto di non poter uscire liberamente, e anche solo l’idea di non poter prendere l’auto o un aereo per viaggiare ti sarebbe sembrata inconcepibile.

Invece è così.

Ecco, a proposito di Natura, io credo che stia mandando un messaggio inequivocabile, a livello mondiale. L’abbiamo maltrattata, inquinata, abusata, sfruttata oltre misura e questo è un segnale molto chiaro di ribellione, solo l’ultimo in ordine di tempo dopo i recenti casi di incendi diffusi, eventi atmosferici catastrofici, invasione delle locuste in Africa, ecc…

Cosa c’è ancora che non abbiamo capito? A me sembra lampante. E quindi mi fa rabbia lo scempio che si fa della Terra: una sola, ne abbiamo.

Io nel mio piccolo cerco di essere ecologica, rispettosa; sorrido pensando che da piccola ho imparato grazie a te a fare la differenziata in tempi non sospetti, quando ancora non esisteva come pratica diffusa e condivisa. E ora la cosa che più mi pesa è proprio non poter stare in mezzo alla natura, fare una camminata in montagna, sentire i profumi del bosco, godere dei paesaggi, dei colori, dei suoni e dei silenzi che ogni ambiente naturale offre a chi li sa apprezzare.  

Sono sicura che su questo tema saresti stato totalmente d’accordo con me.

Sai papà, credo di non aver passato tanto tempo in casa da quando ero in maternità dopo la nascita di Gaia, e forse nemmeno allora!

Strana associazione di idee, ma solo perché di quel periodo ricordo vagamente la sensazione di essermi sentita un po’ come in gabbia…

Ovvio, nulla a che vedere con quanto stiamo vivendo oggi.

Dopo l’angoscia che ha dominato nelle fasi iniziali e poi cruciali di questa inaspettata pandemia, si è fatto strada anche in me un timore rispetto ai tempi difficili che ci attendono per uscire da questo pantano.

L’ottimismo che da sempre mi contraddistingue mi induce a sperare che ne usciremo imparando qualcosa, altrimenti il prezzo altissimo che abbiamo pagato sarà stato invano.

Papà, sappi che appena si potrà tornare a viaggiare uno dei miei obiettivi è andare in Giordania, splendido Paese che hai visitato e di cui hai sempre parlato con grande entusiasmo.  

Non so quando sarà, ma prima o poi stai certo che lo farò e dopo ti racconterò come, affrancati dal Covid-19, torneremo a uscire e guardare questo Mondo – mi auguro – con occhi nuovi.

Tua Laura

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