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Care amiche come va? Mi mancate sapete!? Ma soprattutto, come state vivendo questo periodo così difficile?

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Io sto cercando di non mollare, ma è dura. L’isolamento che sto vivendo, mi fa sentire sempre più sola, ma non in senso “fisico”, ossia non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, bensì in senso “interiore”. E più volgo lo sguardo dentro di me, più ne ho paura e il senso di solitudine aumenta.

Per tutti coloro che hanno una patologia come la mia, (voi sapete bene a cosa mi riferisco) tale sensazione viene amplificata e sommersa dai pensieri più profondi del nostro inconscio, inerenti la percezione e le credenze che si hanno su di sé.

Tali credenze, se negative e automatizzate nel tempo, sono dure da scacciar via. Ma con la mia lettera non voglio sconfortarvi, anzi voglio “mostrarvi” ciò che di positivo questa quarantena mi sta offrendo!

Trovarsi soli con il proprio SÉ non è mai facile per nessuno, ma credo fortemente che si possa trarre vantaggio da una situazione simile.

Io, ad esempio, sto imparando ad essere più compassionevole con me stessa. Lavorando instancabilmente su ciò che sono, cerco, giorno dopo giorno, di rimanere nelle mie emozioni, senza timore di ascoltarle, poiché esse mi stanno comunicando qualcosa. Qualcosa che ho bisogno di ascoltare, altrimenti queste, se represse, continueranno ad ostruire il mio cuore e col passare del tempo si ripresenteranno con più forza, creando danni maggiori al mio Essere.

Ho compreso che la solitudine non è vivere da soli, ma il non essere capaci di farci compagnia o di ascoltare quel che è dentro ognuno di noi.

Purtroppo nella società di oggi la solitudine non viene vista come un vantaggio per scoprire sé stessi, bensì come un demone da sconfiggere. In questo modo non si riesce più a vedere il buono che ha da offrirci; anzi, si cerca sempre di rifuggire da essa, cercando di riempire il più possibile le nostre giornate pur di non guardarci dentro.

Per concludere desidero lasciarvi con una frase di Nietzsche, per me molto significativa:

Odio quelli che mi tolgono la solitudine, senza farmi compagnia”

Cosa ne pensate? E qual è la vostra personale sfida in questo momento? So che non sarà facile tradurre le emozioni in parole, ma credo nell’espressione scritta e orale dei propri vissuti/sentimenti, perché facilita la comprensione. La condivisione poi aiuta ad unire le persone e a farle sentire meno sole, poiché si sa, l’unione fa la forza e solo così possiamo sconfiggere la sofferenza di oggi per un domani migliore!

A presto dolci amiche!

Con affetto M 2

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