Vector fa scuola in Europa. L’inclusione LGBT arriva a Bruxelles

C’erano anche loro al Creativity Saves di Bruxelles del 9 aprile scorso: Giada Anania e Joshua Bochicchio. Ovvero i rappresentanti di Vector, industria di trasporti internazionali della provincia di Varese, da 5 anni in prima linea nelle tematiche dell’inclusione LGBT. Non solo a parole, perché tra workshop, incontri formativi e aperitivi a tema, di strada ne hanno fatta, tanto da arrivare a portare la propria esperienza in Europa.

Di fatto, l’evento organizzato dall’onorevole Daniele Viotti al Parlamento Europeo, si è focalizzato su AIDS e prevenzione. Un tema non ancora affrontato nello dettaglio da Vector, che proprio grazie a questa occasione ha stretto rapporti con i rappresentanti di ANLAIDS Lombardia grazie ai quali nasceranno nuovo progetti.

Insomma, i riconoscimenti dell’azienda continuano anche oltre a quelli ufficiali. Vector infatti, dopo l’adesione a Parks – Liberi e Uguali nel 2015, per due anni (2016 e 2018) ha vinto il premio LGBT Diversity Index per le piccole e medie imprese. Così, dopo aver intervistato Camilla Buttà, pricing e diversity inclusion manager di Vector, abbiamo scambiato due chiacchiere anche con Giada e Joshua, freschi dell’esperienza europea.

Entrambi sono del Diversity Team di Vector, il gruppo nato per proporre e vigilare costantemente tematiche LGBT e rispetto delle minoranze in generale. Il cambiamento del regolamento aziendale proposto dai vertici dell’azienda, di fatto, ha contribuito a portare serenità e libertà alle loro stesse vite.

Come per il congedo matrimoniale prima, e parentale poi, concesso a Giada quando si è unita civilmente con la sua Eleonora. Sì perché Vector lo aveva previsto, anche prima della Legge Cirinnà: “Questo mi ha dato la forza di perseguire il mio sogno – racconta – Lo stesso è successo quando è nata la nostra bimba. Vector crede in noi e in queste mura si vive così”.

Joshua invece, se prima del cambiamento aziendale pensava di non essere interessato a fare coming out con i suoi colleghi, ora si sente libero di essere se stesso: “Vedevamo la realtà aziendale solo legata alla nostra professione, asettica e totalmente distante dalla vita privata. Questo nonostante i colleghi eterosessuali parlassero liberamente di qualsiasi aspetto personale. Noi invece non ci sentivamo pronti a farlo. Poi, grazie a questi progetti e grazie a Roberto Buttà (presidente Vector ndr.) ci siamo sentiti più liberi. Ora siamo più sereni e molto più tranquilli nel parlare della nostra vita privata. A Bruxelles ci hanno raccontato delle situazioni assolutamente opposte alla nostra, dove persone LGBT vivono nell’ombra. In Vector invece viviamo noi stessi pienamente”.

Ora Vector è pronta ai due workshop in programma per il 2019, uno a tema migranti, uno sull’ambiente. Questo perché, come spiega Giada, l’azienda ha iniziato il suo percorso di sensibilizzazione attorno ai temi LGBT “ma non vogliamo focalizzarci solo su quella tematica, anche perché in Vector abbiamo tantissime realtà, tra chi è in carrozzina e chi proviene da diverse nazionalità, ad esempio”.

Ecco allora che l’azienda di trasporti vuole “diffondere quello che facciamo non tanto per vanto ma perché vogliamo essere esempio costruttivo e positivo per la società – sottolinea Giada – Sogniamo di sederci a un tavolo con altre piccole e medie imprese per raccontare la nostra esperienza”.

Ma attenzione, nessuna imposizione: “Non vogliamo cambiare le opinioni degli altri – precisano i membri del Diversity Team – Siamo qui per fare cultura e testimoniare la nostra realtà di minoranza. Vogliamo cercare di dare libertà di parola a chiunque. Vector deve essere un’isola felice per tutti. Vogliamo regalare alle persone un momento di cultura attraverso i workshop. Non c’è niente di più bello e veritiero di una testimonianza, ognuno è abituato a vivere la propria essenza, la propria realtà e quotidianità. Questo ti mette in condizione di tirare via il tuo vestito e provare a metterti nei panni dell’altro”.

E per chi ancora non credesse al grande impegno sociale a tema, basti dire che Vector è il main sponsor del Varese Pride. In programma il 15 giugno, la parata dell’orgoglio delle persone gay, lesbiche, bisessuali, transessuali, asessuali, intersessuali e queer vedrà tra le sue fila anche i dipendenti dell’azienda… Pronti a condividere l’orgoglio di essere se stessi.

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