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Pubblicato per la prima volta nel 1996 da Teti Editore (e ripubblicato nel 2017 nella collana Historos) Uscir Fuori. Dieci anni di lotte omosessuali in Italia: 1971-1981, è il libro che non può assolutamente mancare nella libreria in questo “pride month”. Il primo motivo riguarda il fatto che quest’anno i pride si celebreranno solo virtualmente. Il secondo motivo per il quale vale la pena di leggere l’affilata penna di Myriam Cristallo è perché di libri così non se ne trovano tutti i giorni.

F.U.O.R.I non è solo l’acronimo che indica l’associazione e l’omonima rivista pubblicata dal 1971 al 1982, questa parola indica molto di più. Ad essere “fuori” dalle righe e scandagliato nelle pagine di Myriam Cristallo è un periodo storico turbolento, infuocato dall’aria del cambiamento radicale. Non riformista. Un periodo di cambiamento mondiale che vedeva il risveglio delle coscienze di tutte quelle che fino ad allora erano state considerate minoranze oppresse e prive di diritti: i neri, le donne, gli omosessuali. E in “uscire fuori” pur trovando un assaggio del panorama d’oltreoceano, viene descritta con sagacia la situazione di un’Italia alla quale il cambiamento stava per essere imposto; da un gruppo di omosessuali, Angelo Pezzana, Mariasilvia Spolato, Mario Mieli e Alfredo Cohen che per primi hanno avuto il coraggio di chiedersi “chi sono, in quanto omosessuale?” e hanno dato una risposta la cui eco scuote le nostre identità anche oggi.

E se qualcuno si chiedesse ancor oggi: “Che cos’è l’omosessualità?”, o “perché siamo dei diversi?”, gli si potrebbe finalmente rispondere che è il frutto perverso di una logica abituata a distruggere ogni ostacolo all’unica sessualità permessa. È l’irrazionalità della discriminazione che ha fatto dell’omosessualità un oggetto misterioso e oscuro. Il problema non sta nei gay, sta negli etero. L’omosessualità è un loro problema. Per i gay è solo una realtà che non ha bisogno di essere spiegata.

La narrazione ci accompagna in un viaggio nella costituzione del movimento gay delle origini – dalla forte impronta marxista – fino all’alleanza con il partito radicale. Passando da Eco, Pasolini, ai teologi olandesi, papa Paolo VI e il primo festival di cinema gay, Myriam Cristallo ci trasporta con il ritmo di un thriller in una realtà di dibattiti, affondi contro il potere costituito e messa in discussione di una morale ipocrita e sessofobica. Con una prosa evocativa e un’ironia ammiccante, l’autrice ci mostra un lato della storia effervescente ma anche amaro. Da un lato l’oppressione, i luoghi buii dell’omosessualità condannata, perversa, nascosta. Dall’altro l’attivismo e l’auto-coscienza, la scrittura, la lotta. 

Un libro che è una corsa liberatoria sul contorno esterno di quegli schemi che ancora oggi purtroppo determinano la “normalità”. Una volta fuori, quali passi rimangono? Cristallo passa il testimone. La lotta, così come la storia continua, e finché ci sarà qualcuno a leggere, testimoniare, parlare e raccontare quando ad essere richiesta è l’obbedienza, quella storia non sarà cancellata o dimenticata e il futuro potrà cambiare ancora. Per quanto riguarda il presente, leggere questo libro è la cosa migliore che possiate fare in questo, si spera assolato, giugno.

autore: Myriam Cristallo
titolo: Uscir Fuori. Dieci anni di lotte omosessuali in Italia: 1971/1981
introduzione: Ivan Scalfarotto
postfazione: Benedetto Della Vedova
pagine: 208
prezzo: 16,00 €
ISBN: 9788899918057

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